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Il “Tuffatore” é un abitante di Paestum, svelato il mistero

Il Tuffatore fa ritorno a Paestum
La celebre Tomba è stata sistemata in una sala restaurata del Museo dedicata
all’artista napoletano Mario Napoli. Restaurata la fontana di Alfano

di ANGELA SABETTA 07 ottobre 2016

CAPACCIO PAESTUM.Con. il ritorno della Tomba del Tu􀃗atore nel Museo
di Paestum, l’apertura della Sala Napoli e il restauro della fontana di
Carlo Alfano, l’arte contemporanea si specchia nuovamente in quella
greca. Così come nel progetto iniziale del grande artista partenopeo e di
Mario Napoli, primo studioso della Tomba del Tu􀃗atore che, come ha
sottolineato il direttore del Parco archeologico di Paestum Gabriel
Zuchtriegel ieri durante l’incontro con la stampa, «è tornata nella sua
nuova e vecchia casa».

Per la prima volta è stata esposta un’altra tomba, cosiddetta “delle
palmette”, scavata in località Arcioni a nord di Paestum, che è ancora
oggetto di studio benché sia stata ritrovata qualche anno fa in una
necropoli dell’antica Paestum, di grande importanza dal punto di vista
scienti􀃒co, in quanto ha consentito di fare un’importante scoperta. La si
potrebbe de􀃒nire come ha sottolineato Zuchtriegel una specie di “proto
tomba del Tu􀃗atore”, dal momento che presenta lo stessa schema
decorativo, senza le scene 􀃒gurate. «Dopo 50 anni di discussione sul
Tu􀃗atore se fosse di origine greca o etrusca – ha spiegato Gabriel
Zuchtriegel – ora possiamo dire che appartenesse a un pestano doc
grazie agli studi condotti su un’altra tomba, che si presenta similare e si
inserisce in un’opera locale, stessa cornice e molto simile come
decorazioni». La Tomba del Tu􀃗atore è l’unica con a􀃗reschi 􀃒gurati
conosciuti da una città greca prima del IV secolo a.C. . La particolarità,
che la rende un “unicum enigmatico” è l’assenza nella scena del tu􀃗o, di
ogni elemento narrativo, di qualsiasi indicazione che possa rilevare il
signi􀃒cato dell’immagine.
A entrare nel dettaglio della tomba “delle palmette” è l’archeologa
Marina Cipriani, ex direttrice del Parco archeologico: «È stata rinvenuta in
una necropoli subito fuori le mura in un piccolo gruppo di tre sepolture,
che risalgono storicamente a una ventina di anni prima della Tomba del
Tu􀃗atore. Nella tomba era stata sepolta una giovane donna tra i 20 e i 30
anni. Si tratta di un gruppo di sepolture di persone appartenenti ad un
élite, che ricevevano un trattamento particolare. E in questa tomba
vediamo lo stesso tipo di decorazione, con quattro palmette sulla lastra
di copertura». Lo studio, che sta portando avanti la Cipriani, ha
documentato più di una decina di sepolture, dislocate in varie necropoli
intorno a Paestum, che per cronologia e tipologia possono essere
avvicinate alla Tomba del Tu􀃗atore.
È stato possibile e􀃗ettuare i lavori alla Sala Napoli, dove è stato
sistemato il Tu􀃗atore, grazie al contributo di 25.000 euro donato
dall’imprenditore Antonio Palmieri della Tenuta Vannulo. «La mia scelta è
stata dettata – ha evidenziato Palmieri – dalla volontà di dare un mio
contributo personale alla cultura. Il patrimonio archeologico è di tutti noi

e come tale va sostenuto». La sala che ospita la Tomba del Tu􀃗atore è
tornata a nuova vita con un colore di verde, che richiama quello della
lastra, simbolo del viaggio dalla vita all’aldilà.
Ma i lavori hanno riguardato anche la fontana di Carlo Alfano (inaugurata
nel 1972), all’interno dello stesso museo di Paestum, rendendo sempre
più attuale il confronto fra antico e moderno.
«Grazie a questi ultimi restauri – ha detto il direttore Zuchtriegel – il
Parco continuerà unitamente a nuove iniziative. È un progetto
emblematico per il corso del Parco archeologico di Paestum. Non
puntiamo su grandi opere, ma su una attenta riquali􀃒cazione e
valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico, storico artistico e
paesaggistico che caratterizza Paestum. La stessa 􀃒loso􀃒a guiderà i
lavori che faremo nell’ex stabilimento Cirio utilizzando le risorse del
􀃒nanziamento Cipe. Il restauro della Sala Napoli, che presentava dei
problemi strutturali, è stato possibile grazie ad una donazione. Un
e􀃗etto positivo della Riforma del ministro Franceschini. In quanto,
l’autonomia speciale concessa al Parco archeologico di Paestum e la
legge Artbonus creano nuove possibilità per coinvolgere donatori e
sponsor».
Dall’inizio dell’anno in corso sono state raccolte donazioni e
sponsorizzazioni per un importo complessivo di 80.000 euro.
Positivi anche i numeri riguardanti le a􀃖uenze turistiche: dall’inizio
dell’anno il Parco archeologico ha registrato, con 320mila visitatori, un
incremento del 27% e del 50% degli incassi rispetto al 2015.

 

Articolo preso da LA CITTA’ DI SALERNO